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SVILUPPO LOCALE E CAPITALE TERRITORIALE

Il territorio può essere definito come uno spazio modellato dalla sedimentazione di relazioni sociali e politiche, di attività economiche e amministrative, manifestatesi, nello spazio in questione, nel corso del tempo.

In sintesi, il territorio risulta essere il prodotto dell’azione degli attori che si manifesta nello spazio.

Secondo Dansero e Governa il concetto di territorio comprende un fattore storico che indica la stratificazione dei sedimenti cognitivi e materiali del passato e uno relazionale che scaturisce dalle interazioni, dal ruolo e dalle strategie degli attori volte a valorizzare le potenzialità sedimentate nel territorio stesso (Dansero, Governa, 2003). Similmente, Crevosier concepisce il territorio come uno spazio strutturato da un assetto di relazioni tra diversi attori che interagiscono tra loro e con l’ambiente materiale; da questa interazione tra agenti e ambiente si attivano risorse materiali e immateriali per lo sviluppo del territorio (Crevosier, 2004)

Nella più recente letteratura specialistica, inoltre, il territorio non è soltanto “una stratificazione di oggetti e significati storicamente a essi attribuiti, ma è sempre anche uno spazio su cui si esercita un potere di trasformazione e di governo, un progetto implicito o esplicito” (Dansero et al., 2008).

Nelle definizioni di territorio sopra menzionate si intravedono due dimensioni rilevanti che possiamo sintetizzare nei termini di dimensione patrimoniale, relativa allo stock di capitali presente nello spazio, e dimensione relazionale, legata ai processi sociali e alla sedimentazione delle capacità di relazione fra gli attori.

Ad avvalorare la rilevanza di queste due dimensioni, intrinsecamente contenute nel concetto stesso di territorio, contribuiscono sia alcuni approcci di geografia economica (Yeung, 2005), sia, in generale, le teorie sullo sviluppo locale e regionale e, più nello specifico, il modello dei Sistemi Locali Territoriali (SLoT) elaborato dalla scuola territorialista (Dematteis, Governa, 2009).

Pur non esistendo una versione universalmente condivisa di sviluppo locale, in quasi tutti gli approcci a esso relativi emergono come cruciali la dimensione patrimoniale e quella relazionale.

Lo sviluppo locale assume però in letteratura un’accezione controversa, che, in alcune interpretazioni, specie con riferimento a quelle offerte dalle organizzazioni internazionali, crea uno sdoppiamento fra le due dimensioni, marginalizzando spesso la dimensione relazionale (a favore, ad esempio, dello sviluppo economico locale).

Secondo la visione territorialista di Dematteis, la presenza dell’una o dell’altra dimensione, da sola, produce semplice valorizzazione o procedura.

Si produce una valorizzazione del locale, che, portata agli estremi, può diventare depredazione, in presenza di processi di sviluppo basati solo sullo sfruttamento delle risorse locali; un’esclusiva attenzione alla dimensione relazionale, d’altro canto, provoca uno svuotamento dello sviluppo locale, che diventa mera procedura.

Lo sviluppo locale, inteso in una più ampia accezione, comprende invece entrambe le dimensioni, relazionale e patrimoniale. E ci riferiamo allo sviluppo territoriale piuttosto che allo sviluppo locale, proprio per sottolineare la centralità del territorio, tipica della prima nozione.

Un’integrazione delle due dimensioni è proposta nel modello SLoT, un modello fondato appunto su due elementi di base: da un lato, la rete locale dei soggetti, intesa come l’insieme delle relazioni e delle interazioni tra soggetti, presenti o attivabili, in un territorio locale e, dall’altro lato, il milieu locale, che comprende il cosiddetto “capitale territoriale”, inteso come l’insieme delle risorse materiali e immateriali che si sono sedimentate localmente.

LE AGENZIE DI SVILUPPO LOCALE COME STRUMENTO DEL MARKETING TERRITORIALE: MODELLI ED ESPERIENZE NAZIONALI ED INTERNAZIONALI A CONFRONTO

Nel corso degli ultimi decenni, la crescente globalizzazione ha profondamente trasformato il concetto di territorio e ne ha condizionato l’evoluzione sia nella sua dimensione politico-istituzionale sia, e soprattutto, negli aspetti economici e produttivi. Nel nuovo scenario globale si riducono le distanze tra aree geografiche e, parallelamente, aumenta la mobilità degli individui, delle organizzazioni, delle risorse materiali e immateriali. Le imprese si spostano con grande facilità per produrre beni e servizi. Allo stesso tempo, gli individui si spostano per soddisfare bisogni sempre più complessi. In tale contesto, le grandi città, le regioni, i distretti industriali hanno iniziato a proporsi come spazi economici e sociali in grado di attrarre organizzazioni, individui, attività economiche e risorse In questo modo, si è diffuso nei sistemi economici moderni, il concetto di area territoriale quale spazio economico e sociale d’attrazione, con un proprio complesso insieme d’offerta costituito da infrastrutture, servizi e risorse. Conseguentemente regioni, città e distretti industriali, hanno compreso l’importanza di fronteggiare tali processi di crescente competizione globale ed hanno cominciato a servirsi di nuovi principi e metodi di gestione per costruire, difendere o potenziare l’attrattività. Molte entità territoriali hanno gradualmente adottato logiche, tecniche e strumenti di gestione strategica d’impresa, facendo ricorso ai principi di marketing per accrescere la competitività del territorio. La nascita del marketing territoriale e la diffusione, a livello locale, di metodi di gestione strategica più direttamente funzionali al rafforzamento della posizione competitiva deve essere inserita in questo contesto. Il successo del marketing territoriale è stato la conseguenza e per certi versi anche una delle cause di un altro fenomeno rilevante negli ultimi decenni: la rapida diffusione di agenzie specializzate nel marketing del territorio, meglio conosciute come Agenzie di sviluppo locale.Nella delimitazione di un territorio oggetto di marketing territoriale, occorra superare i confini amministrativi e geografici e passare a un’individuazione delle reti di valore che su di esso si vengono a creare. Si vuole deve evidenziare la debolezza del sistema-Paese italiano nell’applicazione di logiche di marketing territoriale. Sarebbe utile evidenziare la prassi operativa di un’agenzia e il ruolo che un’agenzia può avere nella crescita di un territorio, con particolare riferimento al turismo come leva per lo sviluppo. Si cerca così di focalizzare l‟attenzione su ciò che avviene effettivamente in pratica, per evidenziare quelle che sono state le differenze e divergenze nel passaggio dall’aspetto teorico a quello operativo. Inoltre, data l’importanza delle reti di relazioni che un’Agenzia riesce a creare sul territorio in cui opera, nonché della capacità di ascoltare le richieste dei vari attori territoriali.